
Nel 2026 torna uno degli strumenti fiscali più vantaggiosi per le imprese italiane che investono in innovazione e sostenibilità: l’Iperammortamento.
Con questa misura, le aziende possono dedurre fiscalmente fino al 220% del costo effettivo dei beni strumentali, tra cui gli impianti fotovoltaici per autoconsumo.
In questa guida Citypower spiega in modo chiaro come funziona, chi può accedervi e quali vantaggi concreti offre alle imprese.
Con il comunicato stampa n. 13 del 12 marzo 2026, il Ministero dell’Economia e delle Finanze annuncia la soppressione della clausola che limitava il beneficio ai soli beni prodotti in Europa o nei Paesi SEE. Le imprese attendevano da novembre 2025.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha pubblicato oggi, 12 marzo 2026, il comunicato stampa n. 13 con cui conferma l’imminente emanazione di un provvedimento legislativo che sopprimerà la clausola «Made in UE» dell’iperammortamento 2026-2028. La norma, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1 commi 427-436), aveva generato forti perplessità tra le imprese e le associazioni di categoria, rallentando di fatto il ricorso allo strumento fin dal suo avvio, fissato al 1° gennaio 2026.
La comunicazione arriva all’indomani del Consiglio dei Ministri del 10 marzo, che avrebbe dovuto approvare il decreto fiscale contenente la modifica, ma si è concluso senza esito. Il MEF ha scelto di anticipare l’annuncio con un comunicato-legge per rassicurare le imprese e sbloccare gli investimenti fermi da mesi.
Cos’è il nuovo iperammortamento
Introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 in sostituzione dei precedenti crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0, l’iperammortamento consente alle imprese di maggiorare il costo di acquisizione dei beni strumentali ai fini del calcolo delle quote di ammortamento deducibili. A differenza dei precedenti incentivi, agisce sulla riduzione dell’imponibile fiscale lungo il periodo di ammortamento del bene, per gli investimenti realizzati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Aliquote di maggiorazione per fascia di investimento:
| Fascia di investimento | Maggiorazione |
| Fino a 2,5 milioni di euro | 180% |
| Da 2,5 a 10 milioni di euro | 100% |
| Da 10 a 20 milioni di euro | 50% |
Fonte: L. 199/2025, art. 1, commi 427-436
Il nodo della clausola Made in UE
La Legge di Bilancio 2026, nel testo definitivo, aveva introdotto un requisito di origine geografica: i beni strumentali dovevano essere prodotti in Europa o in Paesi aderenti allo Spazio Economico Europeo (SEE). Una condizione assente nelle bozze preliminari e inserita all’ultimo momento, che ha immediatamente sollevato un ampio fronte critico.
I principali problemi segnalati dalle imprese e dalle associazioni di categoria:
- Settori costruzioni e movimento terra: macchinari prevalentemente di produzione extra-UE, di fatto esclusi dall’agevolazione.
- Comparto fotovoltaico: la norma escludeva 25 dei 26 produttori di moduli iscritti al registro ENEA come Made in EU, creando un monopolio di fatto per un unico operatore a controllo statale.
- Agricoltura, logistica e lavorazione inerti: impossibilità pratica di rispettare il vincolo per la struttura globale della filiera di fornitura.
- Blocco degli investimenti protratto da novembre 2025, con effetti cumulativi all’incertezza già generata dall’esaurimento delle risorse Transizione 5.0.
Il comunicato del MEF del 12 marzo
Con il comunicato stampa n. 13 del 12 marzo 2026, il MEF conferma che un provvedimento di prossima emanazione disporrà la «soppressione della disposizione che limita il beneficio ai soli acquisti di beni prodotti in Europa o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo».
L’annuncio formale era atteso al Consiglio dei Ministri del 10 marzo, dove era prevista anche l’approvazione del decreto fiscale. Il rinvio è stato verosimilmente determinato dalle urgenze geopolitiche: lo scoppio del conflitto USA-Iran ha riportato il prezzo del greggio oltre i 100 dollari al barile, richiedendo interventi governativi prioritari sul fronte energetico e rendendo necessaria una revisione delle coperture finanziarie disponibili.
Il comunicato assume la funzione di un atto di indirizzo politico anticipatorio: privo di valore normativo immediato, ma sufficiente a orientare le decisioni delle imprese in attesa del decreto formale.
| Cosa cambia con la soppressione del vincolo Made in UEFerme restando tutte le altre condizioni della L. 199/2025, le imprese potranno accedere all’iperammortamento anche acquistando beni strumentali prodotti fuori dall’Unione Europea e dallo Spazio Economico Europeo. Restano confermati: la maggiorazione fino al 180% del costo, la finestra 2026-2028, la procedura tramite piattaforma GSE e la tipologia di beni ammissibili (Allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026). |
Cos’è l’Iperammortamento 2026
L’Iperammortamento 2026 è un’agevolazione fiscale prevista nella Legge di Bilancio 2026.
Permette alle imprese di maggiorare il valore fiscale dei beni acquistati, aumentando così la deduzione delle quote di ammortamento e riducendo l’imposta IRES da versare.
È valido per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026, con proroga fino al 30 giugno 2027 se entro fine 2026 viene versato un acconto almeno del 20%.
Chi può beneficiarne
Possono accedere all’incentivo tutte le imprese titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dal settore o dalla dimensione.
Sono esclusi i liberi professionisti.
Gli investimenti devono riguardare:
- beni materiali e immateriali “Industria 4.0” (allegati A e B della Legge 232/2016);
- impianti fotovoltaici e sistemi di autoproduzione di energia rinnovabile per autoconsumo;
- sistemi di accumulo collegati all’impianto.
Requisiti tecnici per gli impianti fotovoltaici
Per accedere alla maggiorazione massima (+220%), l’impresa deve dimostrare un risparmio energetico certificato:
- ≥3% sui consumi dell’intero sito produttivo, oppure
- ≥5% sul processo produttivo interessato dall’investimento.
Questa riduzione deve essere attestata da una perizia asseverata e comunicata al GSE (Gestore dei Servizi Energetici).
Le percentuali di maggiorazione
La misura dell’incentivo varia in base all’importo dell’investimento e alla presenza di risparmio energetico.
| Fascia di investimento | Maggiorazione standard | Beneficio IRES (24%) | Maggiorazione “green” | Beneficio IRES (24%) |
| Fino a 2,5 milioni € | +180% | 43,20% | +220% | 52,80% |
| Da 2,5 a 10 milioni € | +100% | 24,00% | +140% | 33,60% |
| Da 10 a 20 milioni € | +50% | 12,00% | +90% | 21,60% |
Cumulabilità con altri incentivi
L’Iperammortamento 2026 può essere cumulato con altre misure nazionali o europee, purché non riguardino le stesse quote di costo.
Perché conviene alle imprese
L’Iperammortamento 2026 non è solo un incentivo fiscale: è uno strumento strategico per le imprese che vogliono:
- migliorare la propria efficienza energetica,
- ridurre la dipendenza dalla rete elettrica,
- abbattere i costi fiscali nel medio-lungo periodo,
- e rafforzare il proprio impegno ESG in linea con la sostenibilità ambientale.
Conclusioni
- L’Iperammortamento 2026 rappresenta una grande opportunità per le imprese italiane.
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